È considerata una delle pietre più antiche e belle (infatti il suo nome in greco – marmaros – significa pietra splendente) e ha sempre incantato fin dall’antichità tutti i popoli per il suo aspetto lucido e la sua solidità. Sorprende per il colori, che cambiano in base ai materiali presenti nella roccia: se c’è più ferro sarà più grigia, se predomina la sabbia più bianca, o più rosata se c’è argilla. E’ il materiale più utilizzato nella scultura (Michelangelo, Bernini, Canova, Donatello) e da migliaia di anni, sono tante le civiltà che hanno costruito edifici e monumenti imponenti, basta pensare al Pantheon di Roma o al Duomo di Milano.

E proprio da quest’ultimo che proviene un marmo speciale, con una storia da raccontare, il marmo di Candoglia della Val d’Ossola: Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano, concesse nel 1387 l’utilizzo delle cave di Candoglia alla Veneranda Fabbrica del Duomo per estrarvi marmo da destinare alla costruzione della cattedrale. L’estrazione era difficile e costosa, ma si trovò una furba alternativa: il trasporto fluviale attraverso i Navigli, dove c’era l’assenza di dazi, e i grossi blocchi venivano sbarcati proprio dietro il fabbricando Duomo. E siccome le imbarcazioni erano contraddistinte dalla scritta ad Usum Fabricae Operis, da qui deriva l’espressione ad ufo come sinonimo di gratis. E’ un marmo bellissimo e puro, dal delicato colore bianco rosa, ed è un simbolo di Milano. E siccome secondo l’antica nozione dei magi persiani ogni pietra quando viene intagliata “emana”   ancora di più la sua energia, Luxury Muses ha scelto per la sua collezione di gioielli Duomo proprio il marmo di Candoglia.
Una linea dal design lineare, realizzata da abili artigiani made in Italy, un gioiello in oro, argento e marmo da regalare e regalarsi. Da non dimenticare poi, che un amuleto in marmo, come tutte le pietre, ha grande potere terapeutico, e fin dall’antichità, è sempre stato indossato come ornamento  personale sotto forma di pendenti, braccialetti, girocolli, anelli, orecchini. Oppure, nascosto, e cucito all’interno degli abiti.

Nicoletta Civardi